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Il 6 aprile, alle ore 20.30, viene abbattuto l’aereo che trasporta Juvenal Habyarimana, presidente del Rwanda, e Cyprien Ntaramira, Presidente del Burundi. Gli estremisti Hutu, che credono che il presidente ruandese sia sul punto di attuare gli accordi di pace di Arusha, sono i principali sospettati di essere gli autori dell’attacco. Le uccisioni iniziano nella notte. In meno di un’ora, ancor prima che la notizia sia annunciata dalla radio, vengono erette delle barricate nei grandi incroci di Kigali. Le strade della capitale si riempiono di cadaveri. La Guardia Presidenziale pone il divieto all’UNAMIR di recarsi sul luogo dell’attentato. 15 anni fa l’inizio del genocidio.