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17 anni fa il genocidio del Rwanda – Intervista a Yolande Mukagasana
(7:39)

Il genocidio del Rwanda sarebbe avvenuto senza l’interferenza delle nazioni occidentali? Perché l’ONU, che si è affrettato ad approvare il bombardamento della Libia, non intervenne allora? In Africa non tutto è quello che sembra, la verità non ci viene raccontata dai giornali. Ieri il milione di morti in Rwanda, oggi un numero imprecisato di morti in Costa d’Avorio, ex colonia francese, e l’intervento dell’ONU con migliaia di soldati e i bombardamenti francesi contro l’ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo. Il colonialismo di un tempo è stato sostituito dall’intervento armato delle ex potenze coloniali sotto le bandiere dell’ONU, ma solo se gli conviene.

Intervista Yolande Mukagasana nel 17° anniversario della strage in Uganda

Sono Yolande Mukagasana, sopravvissuta al genocidio dei Tutsi del Rwanda successo 17 anni fa. Attualmente vivo in Belgio ma per il momento penso che il mio posto non sia l’Europa ma sia in Rwanda nel cuore del génocidio, dei sopravvissuti, degli assassini, soprattutto nel cuore delle nuove generazioni che hanno bisogno di me per apprendere la Storia e così poter proteggersi. E’per questo che andrò lì qualunque cosa succeda, ne sono convinta.

Il genocidio del Rwanda 17 anni dopo (espandi | comprimi)
Ciò che desidero è poter raccontare ciò che è successo perché penso che raccontando aiuterò i giovani a proteggersi ed è un dovere. Non è solo questo perché anche il mio Paese ha bisogno di me nel processo di riconciliazione. Sto facendo un grande progetto per i giusti, cosa molto importante nell’educazione dei giovani per dimostrarli che abbiamo sempre una scelta. Una scelta quando si tratta di un male come il genocidio perché si può sempre scegliere , esiste sempre la responsabilità individuale. Ho cresciuto più di 20 bambini orfani del genocidio, oggi la maggior parte sono indipendenti e vivono per conto loro e oggi sono nonna di tanti nipoti, se si può dire così.

L’ONU e i massacri della Costa d’Avorio (espandi | comprimi)
Blog: Perché nel 94 l’ONU non ha varato la risoluzione per fermare il genocidio in Ruanda contrariamente a quanto avvenuto nei giorni scorsi per la Libia?
Yolande: Sapete bene che il Rwanda non ha né ricchezze né petrolio. La Libia è molto più interessante del Rwanda da questo punto di vista. Suppongo quindi che L’ONU non è intervenuto in Rwanda per questo motivo, noi non avevamo valore poiché non avevamo risorse appetibili. E poi quando parliamo dell’ONU mi domando sempre chi è l’ONU?
Yolande: L’ONU è l’insieme di tutte quelle potenze che vendono gli armi e cercano sempre i loro interessi economici in Africa. Suppongo, ma non posso essere sicura, che la causa è che da noi non c’era nulla e noi eravamo quindi insignificanti. Ora devono provare a salvare la Libia anche perché sono soprattutto le stesse ad aver causato la guerra che non è certamente venuta fuori dal nulla, quindi è semplicemente una strategia. Posso anche sbagliare, ma per me è una strategia per impadronirsi delle risorse della Libia, e questo davvero mi intristisce. Assistere a tutto quello che sta succedendo sia in Costa d’Avorio sia in Libia, sia nel Darfur (oddio per quest’ultimo c’era stata una breve commozione dell’opinione pubblica) senza che la società civile occidentale dica nulla in merito davvero questo silenzio mi delude profondamente.

Blog: Per la Costa d’Avorio, cosa sta succedendo? in Italia sentiamo qualcosa ma non conosciamo la situazione .
Yolande: Sia voi che io sappiamo sempre ciò che i media vogliono raccontarci, quindi non possiamo affermare che sappiamo tutto visto che nessuno di noi parla con gli ivoriani i quali sono divisi tra di loro. Tuttavia la prima domanda che mi faccio è, considerando che abbiamo assistito in TV come si sono svolte le elezioni e abbiamo visto qualcuno buttare e stracciare le schede elettorali , come si può considerare tutto questo normale senza che nessuno dica qualcosa, fino a scegliere come vincitore quello che si vuole.
Non si può essere sicuri che a vincere le lezioni sia stato Ouattara o Gbagbo, nessuno può dire che ne è sicuro, ciò è impossibile. Tuttavia esiste una persona voluta dalla comunità internazionale come dirigente della Costa d’Avorio e si difende questa persona passando al di sopra del popolo ivoriano. E da qui a poco forse ci diranno che c’è stato un genocidio in Costa d’Avorio e i responsabili di ciò saranno gli ivoriani, mentre dietro tutto ciò ci sta la comunità internazionale. C’è la comunità internazionale dietro tutto ciò che sta succedendo, c’è anche l’ONU dietro i massacri. La comunità internazionale non può pretendere di non sentire ciò che sta succedendo in Costa d’Avorio, e ancora meno la Francia! I 1500 soldati francesi inviati in Costa d’avorio richiamano esattamente il Rwanda! Non posso affermare che sta succedendo un genocidio, ma la reazione della Francia che ha manipolato l’ONU è esattamente la missione Turquoise in Rwanda durante il nostro genocidio. Non posso rimanere senza reagire perché mi fa molta pena. Ma nello stesso momento, tra Ouattara e Gbagbo, mi dispiace, ma non posso dire che uno ama gli avoriani più dell’altro.

Blog: Forse la tragedia del Rwanda ci ha insegnato qualcosa?
Yolande: Io penso proprio di non. Perché se il Rwanda avesse insegnato qualcosa, l’ONU non avrebbe mai accettato la presenza dei militari francesi lì, non avrebbe mai fatto ciò che sta facendo così come la comunità internazionale. Il Rwanda non ci ha assolutamente insegnato nulla, devono essere gli africani responsabili di ciò che succede in Africa, questa è la strategia, mi dispiace.
Blog: Cosa possiamo fare per informare gli italiani della situazione dell’Africa e aiutare gli africani a venire a capo di questi problemi?
Yolande: Come può la società civile occidentale aiutare la società civile africana quando la stessa società civile occidentale sta dietro ciò che i governi occidentali stanno combinando? L’unica cosa è che i giornalisti bene intenzionati e illuminati denuncino ciò che sta succedendo, non solo focalizzandosi sulle defezioni degli africani in quanto nella maggior parte dei casi questi ultimi sono dei semplici strumenti delle potenze occidentali. Sia chiaro che non li sto assolvendo per questo , assolutamente non ma ad ognuno le sue responsabilità.
Mi auguro che il 9 aprile sarete assieme a me a Roma al teatro Eliseo (www.benerwanda.org), perché sarà la commemorazione non solo dei Tutsi del Rwanda ma è soprattutto una commemorazione per tutta l’umanità che è stata ferita, credo tutti ne abbiamo bisogno.