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Joseph Goebbels era solito dire: “Quando sento parlare di cultura metto mano alla pistola“. Berlusconi è più moderato, alla cultura taglia solo i fondi. Il risultato è comunque lo stesso.
“Cicerone diceva che la memoria si indebolisce, se non la si esercita, e forse l’uomo di oggi ha smesso di voler ricordare; perché ricordare il passato, ed il confrontarsi con gli enormi errori che sono stati commessi e allo stesso tempo con la magnificenza di altre epoche, spaventano chi ha in mano le redini dello Stato… Nel delirio di onnipotenza, stanno lasciando andare uno dei beni più importanti che il suolo italiano custodisce: la storia… fatta di materia concreta, di parole incise sulla memoria della pietra, che costituisce colonne e pilastri… quel luogo sacro che ci permette di riconoscere origini lontane eppure attuali della nostra cultura. Leggo su internet che la SAIA (Scuola Archeologica Italiana di Atene) è tra gli enti, istituti e fondazioni che non riceveranno finanziamenti dallo Stato, decretando la morte della ricerca archeologica italiana in Grecia, che dura da più di 100 anni, e la fine della più importante scuola di formazione archeologi italiani.. la nostra tradizione in questo campo è sempre più penalizzata. Io ed i miei colleghi abbiamo sempre meno speranze di lavorare per l’Italia che possiede la quantità maggiore di siti patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Spegnere la ricerca del passato è spegnere la consapevolezza del nostro presente e uccidere il nostro futuro: se non sappiamo chi siamo, non abbiamo un’identità… .” Alice Salvador, un’aspirante archeologa