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“Verrà il giudizio di Dio” gridò ai mafiosi Papa Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi. Più modestamente, mi accontenterei della giustizia ordinaria, ma dopo le leggi “ad personam” sono stati istituiti anche i “sacramenti ad personam”. Ora pro nobis. Amen.
“Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, può fare la comunione. Parola di monsignor Rino Fisichella, che spiega: “Il presidente Berlusconi essendosi separato dalla seconda moglie, signora Veronica, con la quale era sposato civilmente, è tornato ad una situazione, diciamo così, ex ante”. Nessun problema dunque se il sacerdote che ha celebrato il rito funebre di Raimondo Vianello non si è rifiutato di dare l’ostia al premier: “Il primo matrimonio – ricorda monsignor Fisichella – era un matrimonio religioso. E’ il secondo matrimonio, da un punto di vista canonico, che creava problemi. E’ solo al fedele separato e risposato che è vietato comunicarsi poiché sussiste uno stato di permanenza nel peccato. A meno che, ovviamente, il primo matrimonio non venga annullato dalla Sacra Rota. Ma se l’ostacolo viene rimosso, nulla osta”.Voi riuscite a capire l’arzigogolato discorso di questo signore? L’unica cosa chiara è che questo tipo di Chiesa deve finire.” viviana v., Bologna