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La sacralità del profano e la volgarizzazione del sacro. E’ in corso un’integrazione degli opposti. Un sincretismo buffone e insieme assolutorio. Che ridefinisce la realtà per mondarsi da ogni peccato. Chi è senza peccato si scagli contro i peccatori redenti dall’indulto. Santificati. Ceppalonati. Il peccato è santo. San Moggi, santa Wanna Marchi, santi pregiudicati parlamentari. La sacralità del denaro prevale sulla religione secolarizzata, diventata oggetto politico e di consumo. Il relativismo, con buona pace del Papa, trionfa. Se tutto è relativo, il bene e il male sono relativi, la giustizia è relativa, i reati sono relativi. Più paghi più sono relativi. Il capitale li rende impalpabili, angelici.

Un turista straniero in visita a Milano non ha dubbi. Per un prelievo o un mutuo va in Duomo. Dopo essersi inginocchiato, rispettoso delle usanze locali, si rivolge al prete o al sagrestano. Che, alle sue richieste, gli indicano gentilmente il più vicino sportello del loro sponsor bancario. In futuro in Duomo ci saranno cash dispenser sopra alle acquasantiere, il consulente finanziario nel confessionale e il ticket per la comunione.

Lo stesso turista si reca in gita nella bella provincia savonese. In Val Bormida. Forte dell’esperienza milanese, il turista cerca nuove testimonianze della presenza della religione nella realtà e della realtà nella religione. Ha capito che in Italia è tutto relativo. Un melting pot tra l’insalata russa, il minestrone di verdure della nonna e la camera dei deputati. Si ferma di fronte a una chiesetta in uno dei luoghi più inquinati del mondo: la cokeria di Cairo.

Insieme alla Madonna e al Bambin Gesù trova raffigurate centrali nucleari e industrie inquinanti.

Pensa a un ex voto dei sopravvissuti, ma poi capisce che è solo pubblicità aziendale e si tranquillizza.

“Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. Vangelo di Giovanni (2,13-25)

Primo ps: Una volta c’erano i preti operai, oggi ci sono i preti consulenti globali.
Secondo ps: Grazie al meetup di Savona per le foto e per tutte le sue iniziative.