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segnalazione da TzeTze

“Riceviamo e pubblichiamo la seguente segnalazione da parte di un nostro lettore. Gianfranco ci scrive: “Nel corso della trasmissione Ballarò di ieri 3 giugno 2014, il signor Salvini, segretario della Lega Nord, ha affermato che loro non sono come i 5 stelle, che prima donano i soldi ai terremotati dell’Emilia e poi li insultano perché non hanno ricambiato con il voto. Questo senza che nessuno dei presenti lo sbugiardasse. Direi che si tratta di un fatto increscioso ed infamante che andrebbe divulgato con la doverosa smentita. Segnalo che lo ha affermato nel suo primo intervento. Grazie per l’opportunità concessami.
Salvini, nella puntata di Ballarò in questione (QUI IL VIDEO), ha pronunciato le seguenti parole: “Io non sono come Grillo che ha detto: ‘Io ho dato i soldi a quelli di Mirandola, non mi hanno votato, quasi quasi…‘”.
Salvini lascia intendere con questa affermazione che Grillo e il MoVimento 5 Stelle si siano impegnati a restituire 400.000 euro al Comune di Mirandola per un fine elettorale, per ricevere voti in cambio. E’ un’affermazione gravissima, tanto più grave se si pensa che il conduttore Floris non è intervenuto per chiarire i fatti.
Il Movimento 5 Stelle aveva già preso le distanze da simili false notizie con questo comunicato ufficiale:
Il MoVimento 5 Stelle ha donato le eccedenze non spese delle donazioni per lo Tsunami Tour, oltre 400.000 euro, al comune emiliano di Mirandola, uno tra i più colpiti dal terremoto, senza aspettarsi nulla in cambio. Le persone impegnate nel progetto MoVimento 5 Stelle, non si riconoscono negli insulti rivolti agli abitanti di Mirandola, una follia comparsa on line a commento del voto alle amministrative.
Ci dissociamo in maniera categorica da tali affermazioni. Ci dissociamo inoltre dalla strumentalizzazione politica che va a sminuire le difficoltà vissute nelle zone colpite da eventi sismici e ancora presenti nella loro attuale vita quotidiana.”

PS: il M5S ha rifiutato 42 milioni di euro rimborsi elettorali, la Lega di Salvini se li è intascati fino all’ultimo centesimo per un totale di 7,3 milioni di euro.