San Francisco diventa la prima città a vietare la vendita di bottiglie di plastica

San Francisco è una delle città più avanzate al mondo, è un esempio di come le città degli altri Paesi dovrebbero diventare. E ora ha fatto un enorme passo in avanti verso un futuro più verde per la città.

Qualche anno fa una ordinanza vietò la vendita di bottiglie d’acqua di plastica.

Gli americani usano infatti 50 milioni di bottiglie di plastica all’anno, delle quali viene riciclato solo il 23% (fonte campagna Ban the bottle). Un americano, in media, beve ogni settimana abbastanza acqua in bottiglia da girare due volte intorno al globo. La produzione di queste bottiglie necessita di 17 milioni di barili di petrolio l’anno e ogni bottiglia richiede una quantità d’acqua maggiore di quella contenuta in essa. Un’assurdità.

Così il Consiglio delle autorità di vigilanza della città approvò la misura all’unanimità.

Ma l’ordinanza prevedeva un graduale divieto. Esonerava gli eventi sportivi e molte altri attività, di fatto il limite era circoscritto ai terreni di proprietà della città, lasciando inalterate le imprese private.

Ma ora qualcosa è cambiato.

Il momento di fare qualcosa in più è arrivato. L’ordinanza, che si è ampliata negli ultimi anni, è arrivata a proibire anche la vendita di acqua in bottiglia in occasione di grandi eventi sulle proprietà della città, vietando a tutte le agenzie governative di San Francisco di acquistare acqua in bottiglia di plastica.

I legislatori hanno anche chiesto maggiori investimenti in fontane d’acqua, stazioni di rifornimento, forniture per i grandi eventi e servizi per le comunità più periferiche.

Gli effetti non sono sempre stati positivi e l’implementazione della legge non è sempre stata facile. Alcuni venditori sono passati ad alternative anche ecologicamente più dannose, come l’acqua in lattina o altri contenitori monouso.

Anche le persone all’inizio si sono lamentate e si sono sentite disorientate. Ma è comprensibile, l’industria dell’acqua in bottiglia ha speso milioni di dollari per convincerci che l’unico posto sicuro in cui è possibile trovare della buona acqua, è in una bottiglia.

Ora, però l’unica domanda importante è: sta funzionando?

Ad oggi la città non dispone di dati sugli impatti di questa legge sulla riduzione dei rifiuti di plastica. Ma dato che le bottiglie di plastica impiegano secoli per decomporsi e che la stragrande maggioranza delle bottiglie finisce in discarica, qualsiasi riduzione dei consumi è un passo nella giusta direzione.

Per arrivare a una situazione ottimale ci vorrà tempo, ma la cosa sembra funzionare. Bisogna ora solo convincere ogni altra città del mondo a fare lo stesso.