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Premetto che Gino Paoli è mio amico da molti anni e che spesso le nostre famiglie si incontrano vivendo nella stessa zona di Genova. Quindi potrei essere considerato poco obiettivo. Ma a questo gioco al massacro di una persona di 80 anni non pregiudicato, mai inquisito, per alcunché, che mi risulti, io non ci sto! I cittadini sono diventati vittime sacrificali, mostri da sbattere in prima pagina senza che possano difendersi in alcun modo.

Il Secolo XIX ha pubblicato un titolo di condanna che non ammette replica: “Maxi evasione in Svizzera, blitz della Finanza a casa di Gino Paoli” dal quale un lettore distratto evince che Paoli avrebbe evaso senza alcun dubbio cifre persino superiori al Costituzionalista di Arcore condannato per truffa fiscale. Nell’articolo si legge “Le Fiamme gialle stanno indagando su una presunta maxi evasione in Svizzera“. Quindi per ora “l’evasione è presunta“. Continuiamo: “Paoli risulta indagato: a metterlo nei guai sarebbero alcune intercettazioni di conversazioni avvenute con il suo commercialista“. Quindi “sarebbero“, che in italiano vuol dire forse che si, forse che no. Poi in una sola frase che vuole essere di condanna senza appello si introducono ben tre dubbi amletici: “Secondo l’accusa il cantautore genovese (che attualmente ricopre la carica di presidente della Siae) avrebbe trasferito nel 2008 due milioni di euro all’estero, si ipotizza in Svizzera” Secondo l’accusa a cui si potrebbe ribattere il contrario scrivendo “Secondo la difesa“, “avrebbe trasferito” e dagli con il condizionale. Paoli ha trasferito illegalmente i soldi o no? E infine la perla: “si ipotizza in Svizzera“, ma per questo si potrebbe ipotizzare qualunque posto nel mondo, per esempio dove hanno trasferito (qui senza condizionale) soldi pubblici i partiti. L’immagine che si vuole traferire è quella di Paoli “spallone” con un sacco pieno di euro che valica le Alpi, magari di notte con la luna piena. Nell’articolo è compresa anche una ricca fotogallery della visita dei finanzieri e giornalisti vari a casa di Paoli e poi un’altra coppia sensazionale di condizionali nel resto dell’articolo :”L’evasione fiscale, secondo gli investigatori, ammonterebbe quindi a circa 800 mila euro e non sarebbero stati dichiarati nel 2009.” L’evasione fiscale ammonterebbe … che non sarebbero“. Un articolo costruito su delle ipotesi che si para il culo con l’uso dei condizionali. Sbatti il mostro in prima pagina. Nel caso Paoli risulti innocente, e questo lo decideranno i giudici e non i giornalisti, chi lo risarcirà?

Il Secolo XIX si sdegna per “la mancanza di rispetto dell’amico Beppe Grillo. Ieri il Movimento 5 Stelle che ha chiesto le dimissioni di Paoli da presidente della Siae. La fretta con la quale Grillo ha mosso i suoi, però, è sintomo di un giustizialismo cinico, per nulla democratico”.

Io non ho “mosso i miei” contro Gino Paoli. Come ho scritto, aspetto la magistratura prima di emettere qualunque giudizio, alla faccia degli sciacalli dell’informazione.

Sapore di sale.