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Il caos e il traffico delle grandi metropoli hanno sempre reso i mezzi a due ruote veicoli comodi e veloci, capaci di facilitare la vita di tutti quelli che gravitano in città. Sono sicuramente il modo migliore per muoversi negli orari di punta, per percorsi lunghi ma anche brevi. Ci si sposta agilmente nel traffico, si lascia e si prende il mezzo con estrema semplicità, soprattutto per il fattore parcheggio.

Insomma, lo Scooter Sharing è divenuto in pochi anni una realtà sempre più tangibile. Per chi non lo conoscesse, il metodo di noleggio è semplice, comodo e gode della facilità di utilizzo che ha ereditato dal Car Sharing.

Infatti il concetto di sharing è proprio come quello delle auto.

I mezzi possono essere presi e lasciati all’interno di una mappa. Di solito comprende la maggior parte della città, ma in casi come Roma, dove l’estensione è notevole, è bene conoscere i confini del servizio.

Si utilizza un mezzo a due ruote per un determinato periodo di tempo dopodiché si riconsegna dove si vuole.

Si cerca tramite un’app lo scooter disponibile, lo si prenota e una volta vicini è possibile aprire il bauletto per prendere i caschi e avviare il motore, tutto tramite un’app dedicata che permette di gestire l’intero processo. Come per il Car Sharing, si noleggia pagando soltanto per i minuti di utilizzo senza alcun onere, in quanto a bollo, assicurazione o carburante e quando non serve più, lo si lascia disponibile ad altri.

Un’opzione sostenibile ed ecologica, ma anche di sicuro impatto sull’economia domestica dei singoli che scelgono i mezzi in condivisione.

Lo Scooter Sharing è un servizio di condivisione nato da pochi anni e al momento presente solo a Roma e a Milano. Ma c’è da dire che non solo è una novità importante, ma ha permesso la diffusione dell’elettrico tra i cittadini. Molti hanno avuto così la possibilità di provare i mezzi elettrici e capire che sono assolutamente validi come quelli a benzina, con un’unica differenza: non inquinano.

In effetti gli scooter elettrici hanno altre due differenze, positive, ma con cui l’utenza si deve ancora abituare. Il motore elettrico è molto più silenzioso di uno endotermico, e bisogna tenerlo bene a mente quando si è alla guida, le persone spesso non si accorgono che sta arrivando un veicolo, perché abituati al rumore dei motori. Inoltre, i motori elettrici non hanno il freno motore, così è necessario lasciare l’acceleratore prima rispetto a un motore tradizionale.

Nel 2017 le alimentazioni elettriche che erano totalmente assenti nel 2016, rappresentano ben il 68% della flotta complessiva. Impressionante.

Crescono gli iscritti ai servizi di Scooter Sharing nel biennio 2016-2017. La nascita di nuovi operatori nel settore e l’aumento dell’offerta ha determinato un importante rialzo del numero di iscritti in questo settore della Shared Mobility, più che raddoppiato alla fine dello scorso anno e arrivato a 52 mila utenti circa. Segue lo stesso trend di crescita anche il numero di noleggi che nel 2017 sono stati circa 250 mila, un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. (Fonte: Osservatorio Sharing Mobility)

La mobilità condivisa sta crescendo anche in Italia, con benefici per il traffico e l’inquinamento, soprattutto nelle grandi città. Ad oggi ben 2 milioni di italiani hanno un abbonamento ad un servizio Sharing. Le persone ora conoscono come funziona la mobilità condivisa e non c’è più quella diffidenza che ha caratterizzato gli inizi.

Soprattutto i giovani sono sempre meno orientati alla proprietà dell’auto in favore del semplice utilizzo. Infatti, il tasso di motorizzazione degli italiani tra i 18 e i 45 anni è passato dal 53% del 2005 al 37% del 2016. Non era mai successo prima. Segno che i valori e gli stili di vita sono cambiati e che le sensibilità verso tematiche come la condivisione e l’ambiente sono cresciute forti nelle nuove generazioni.

Una simulazione realizzata dall’International Transport Forum sulla città di Lisbona, ha dimostrato che, se si sostituisse il 50% dei veicoli circolanti con veicoli condivisi e trasporto pubblico, si potrebbe realizzare lo stesso numero totale di spostamenti giornalieri, ma con una riduzione dell’82% del numero di auto.

Come sempre il futuro è la condivisione.