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“Caro Renzie, chi ti scrive è una Partita Iva a regime ordinario che (dicono per colpa della crisi) fattura appena quanto basta per non chiedere l’elemosina ai passanti. Non sono solito lamentarmi, nella vita ho sempre preferito lavorare, e ho iniziato a farlo a 16 anni. Di lavori ne ho fatti tanti, anche per pagarmi gli studi. Oggi, libero professionista, quasi rimpiango i tempi in cui facevo il cameriere ai matrimoni. Guadagnavo bene e non ero vessato dalle tasse usuraie dello Stato. Ho deciso di scriverti questa breve lettera per capire cosa ti ha spinto, qualche mese fa, a prenderci per il culo. Sì, hai capito, mi riferisco agli 80 euro, quelli che avevi promesso anche a noi Partite Iva e ai pensionati, e che ora non ci sono più. Lo so, starai dicendo: siam mica sotto elezioni, adesso. Ed hai ragione, certe promesse sono stagionali. E poi, fra te e te, starai pensando: questo è l’ennesimo gufo grillino. Sarà! Ma nella vita i gufi hanno certamente più dignità dei bomba supercazzolari. Questo è certo”.
Un gufo