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Alla fine il governo del Bomba ha approvato in via definitiva il decreto che consente alle banche lo scippo diretto della casa ai mutuatari senza passare dalla procedura esecutiva. Un provvedimento che il MoVimento 5 Stelle ha combattuto in ogni modo, dentro e fuori il Palazzo, rimediando poi la solita sfilza di sospensioni ingiuste dalla presidenza della Camera. Medaglie appuntate al petto dei nostri portavoce. I nostri portavoce hanno messo l’esecutivo all’angolo, accendendo i riflettori su una porcata che rischiava di passare sotto silenzio.
Le modifiche cui abbiamo costretto Palazzo Chigi (per esempio le 18 rate non pagate invece di sette anche ritardate prima di veder scattare la procedura oppure il divieto di applicare la clausola ai mutui già siglati o alle surroghe) non bastano.
I risparmiatori comuni vengono calpestati da un governo che sta tentando in tutti i modi di ripulire i bilanci delle banche dagli errori e dai prestiti allegri agli amici degli amici, elargiti dai manager degli istituti negli anni passati. La direttiva Ue da cui il decreto discende poteva non essere recepita in quella parte. Lo stesso testo europeo contiene molte indicazioni a favore dei mutuatari che però l’esecutivo non ha preso affatto in considerazione.
Cosa potevamo aspettarci dai partiti che hanno accettato supinamente il bail-in salvo, poi, fare di tutto per evitarne le conseguenze? Cosa potevamo aspettarci da chi ha regalato 7,5 miliardi alle banche attraverso le quote di Bankitalia?
Cosa potevamo aspettarci da chi ha derubato 130mila risparmiatori con il ‘salva-banchieri’?
Il M5S continua a lottare a tutela del risparmio, una tutela costituzionale che i partiti, telecomandati dalla lobby dei banchieri, calpestano ogni giorno.

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