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I nati negli anni ’80 la pensione non la vedranno prima dei 70 anni e sarà un quarto più bassa di quella attuale. E se perdi il lavoro a 65 anni? Va introdotto subito il reddito di cittadinanza che aumenta la minima ai pensionati di oggi fino a 780 euro e garantisce dignità ai pensionati del futuro.

“Sulle pensioni del futuro il presidente dell’INPS Boeri ha ricordato che con le nuove regole per i lavoratori classe 1980 solo il 38,67% la prenderà prima dell’età di vecchiaia, che per gli attuali 35enni significa nel 2050 a 70 anni di età. Sarà più basso quindi il trasferimento pensionistico complessivo (perchè percepito per meno anni), ma anche il tasso di sostituzione medio rispetto alla retribuzione che sarà intorno al 62%.

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Si lavorerà più a lungo – ha detto Boeri – anche in rapporto alla speranza di vita. Le pensioni saranno del 25% più basse di quelle di oggi tenendo conto degli anni di percezione” e ci saranno, a fronte di una crescita del pil all’1% e di possibili interruzioni di carriera, ”problemi di adeguatezza” dell’importo. Con il sistema contributivo inoltre, se non si metterà in campo uno strumento di sostegno contro la povertà come il reddito minimo, ci saranno ”problemi per chi perderà il lavoro sotto i 70 anni”. Pensionioggi.it