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di Beppe Grillo – Siamo quelli che incontriamo. Siamo il frutto delle nostre conoscenze, della curiosità più viva che ci porta a scoprire nuovi mondi.

Ed è per questo che ho deciso di dedicare uno spazio sul mio blog a quelle realtà italiane che portano alto il nostro made in Italy. Spinto dalla mia curiosità voglio valorizzare, far conoscere e sostenere le eccellenze del nostro made in Italy. Perchè dietro le idee più geniali al mondo c’è sempre un italiano!

Due settimane fa ero alla Materbiotech del gruppo Novamont, ieri ho fatto visita alla Kayser, una società aerospaziale di Livorno, che ha portato la bandiera italiana fino alle stelle e oltre!

La Kayser Italia è una realtà indipendente, fondata nel 1986. Dal 1995 è totalmente italiana e posseduta dalla famiglia dell’ingegnere Valfredo Zolesi.

Dalla sua costituzione ad oggi, la Kayser ha partecipato ad oltre 60 missioni spaziali con più di 108 esperimenti scientifici eseguiti in orbita. Lo staff dell’azienda è costituito da circa 70 persone di altissima specializzazione con competenze in elettronica, software, fisica, ottica, meccanica, termica, biologia molecolare.

La Kayser ha partecipato a programmi dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), in modo particolare nel settore delle Scienze della Vita (Biologia e Fisiologia).

Gli esperimenti realizzati dalla Kayser Italia hanno volato con capsule russe della classe Foton, Progress, Soyuz, con lo Shuttle, con Space-X/Dragon, con il modulo giapponese HTV, con il modulo europeo ATV, con la capsula cinese Shenzhou, e naturalmente sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale).

Oltre alla realizzazione dei bioreattori per esperimenti di scienze della vita, per i quali l’azienda è leader in Europa, la Kayser Italia sviluppa equipaggiamenti per piattaforme satellitari e per la Stazione Spaziale Internazionale, ed è attiva in vari progetti di ricerca e sviluppo tecnologico, tra cui tensostrutture facilmente dispiegabili nello spazio, prototipi per analizzatori, materiali intelligenti.

Guardate il video, e ricordate: essere curiosi è essere vivi!