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La FEPS (Fondazione per gli studi progressivi europei) ha pubblicato i risultati di un ampio sondaggio sul reddito universale, all’interno del Report: “What is the European Dream?” (Pag.66).

In tutta l’UE14 (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Repubblica d’Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia) una pluralità di cittadini sostiene l’idea del reddito di base universale. Gli intervistati che sono pienamente d’accordo sono il 24%, in qualche modo di supporto il 22%, che hanno portato ad un totale complessivo del 46%. Coloro che sono completamente contrari sono il 15%, piuttosto contrari il 14%, e rappresentano il 29% del campione totale.

A livello degli Stati membri, il sostegno al reddito universale è più elevato in Germania (62%) e più basso in Portogallo (35%). Questi numeri sono in linea con i risultati di altri sondaggi,  presenti sempre nel report, secondo cui attualmente i portoghesi hanno maggiore fiducia nel lavoro e nell’imprenditorialità rispetto ai tedeschi.

Il 25% degli intervistati non ha un’opinione o sentimenti contrastanti nei confronti del reddito universale.

Alla domanda: Siete d’accordo o meno sul fatto che ogni cittadino, compresi quelli che lavorano, dovrebbe ricevere un reddito garantito dallo Stato?  Hanno così risposto:

verde: fortemente d’accordo: Rosso fortemente in disaccordo. Azzurro: non sono nè in accordo nè in disaccordo

Tra coloro che hanno risposto ci sono state alcune particolarità. I polacchi sono emersi come i più presuntuosi; solo il 19% non ha dichiarato alcun punto di vista. Gli olandesi e gli italiani sono stati coloro che hanno più esitato nel rispondere, con il 72% che ha emesso il proprio giudizio.

Secondo il sondaggio, il pubblico ha appena iniziato a formarsi un’opinione su questo argomento. La consapevolezza è in gran parte guidata dai media, mentre i politici ancora con molta cautela dibattono sull’argomento. Purtroppo.

Per leggere il rapporto completo, cliccare qui. La sezione sul reddito di base inizia a pagina 66. 

A questo link invece i risultati di un sondaggio più dettagliato condotto nel 2017.