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di Riccardo Rossetti – Si leggono notizie davvero inquietanti circa alcune misure che certe aziende adottano. Braccialetti per monitorare gli spostamenti, Gps per seguire i percorsi e ora entrano in gioco le emozioni.

É facile capire che una società non deve avere sprechi, non può permettersi ritardi o inefficienze. Ma è anche vero che adottare lo stesso approccio “industriale”, che si utilizza per le macchine, sull’uomo, appare sconcertante.

Questo orientamento all’efficienza estrema mette un po’ paura e riporta alla memoria un passato che non vorremmo rivedere.

Domandarsi se dobbiamo aspettarci un futuro distopico è legittimo.

Si può dire che le nostre informazioni private non sono più private. Le nuove tecnologie raccolgono ogni giorno dati da vendere o condividere tra le imprese. Mentre ci intratteniamo con romanzi, programmi televisivi, film e videogiochi, che ritraggono un futuro distopico, la realtà alcune volte pare essere molto più vicina ad alcune delle storie rappresentate in questi regni immaginari di quanto ci rendiamo conto.

Che regaliamo i nostri dati è noto a tutti, anche se nessuno pare rendersene conto. Ma il fatto che questi dati vengano poi utilizzati per tracciare il nostro profilo comportamentale, è tutta altra cosa.

Nessun paese sfrutta i depositi di dati personali come la Cina.

Ci sono fabbriche, imprese statali e sezioni dell’esercito cinese che danno ai lavoratori un cappello simile all’EEG che trasmette informazioni sui loro stati emotivi attraverso modelli di intelligenza artificiale progettati per rilevare picchi di rabbia, depressione o ansia durante la giornata lavorativa.

Questa tecnologia dovrebbe aiutare i datori di lavoro a scoprire chi è stressato, modulare i tempi di pausa, ed è anche applicata in settori come quello dei trasporti in medicina, per applicazioni che vanno dalla valutazione della fatica nei macchinisti dei treni ad alta velocità al monitoraggio remoto delle condizioni dei pazienti negli ospedali.

Mentre la tecnologia che estrae i dati personali per i modelli può avere molte applicazioni positive, pro-sociali, queste grandi banche dati di informazioni altamente personali possono avere implicazioni più sinistri.

Prendete la Cina del sistema di punteggio di credito sociale.

Come il punteggio di credito americano, il punteggio di credito sociale della Cina prende in considerazione le transazioni finanziarie e va molto più in là.

Valuta i tipi di acquisto (pannolini vs videogiochi, per esempio), casellari giudiziari, donazioni di beneficenza, lealtà politica, e anche i punteggi di credito sociale delle persone con cui un individuo si frequenta (o meglio dire associa) di più.

Nel 2016, a un uomo è stato negato un biglietto aereo solo perché un giudice aveva ritenuto poco sincere le sue scuse di fronte alla corte. Probabilmente il malinteso era dovuto al fatto che il giudice aveva letto il suo dossier il primo di aprile. In ogni caso è crollato il suo punteggio di credito sociale.

Qual è il vero problema?

Le normative su tecnologie come questa sono poche e non chiare. Come definire qualcuno poco sincero? Come possiamo garantire la riservatezza dei dati sensibili dei singoli cittadini?

Le tecnologie stanno cambiando il nostro tempo molto più velocemente e più radicalmente di quanto successo nella nostra storia. Sono domande che dobbiamo considerare, ma per ora, forse, è meglio concentrarsi sul presente piuttosto che su una fantasia distopica, anche se può essere più vicina alla realtà di quanto non ci rendiamo conto.