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“Nel patetico tentativo di evitare la deflazione attraverso strade puramente monetarie, la Ue ha favorito la svalutazione dell’euro che in dieci mesi ha perso il 40%. La cosa è passata del tutto inosservata alla stragrande maggioranza dei cittadini, la stessa stragrande maggioranza alla quale è stato fatto credere che una svalutazione del 30% in un anno di una ipotetica divisa nazionale sarebbe stata un disastro senza precedenti e avrebbe reso drammatico l’approvvigionamento energetico. “E la benzina, come pagheremo la benzina?” gracchiava qualche giorno fa, coram populo televisivo, una onorevole cretina di cui nemmeno ricordo il nome. Mi guardo bene dal pensare che le due situazioni siano, nel bene e nel male, del tutto equivalenti, ma mi guardo anche bene dai catastrofismi indotti e retribuiti dagli ambienti bancari e finanziari oltreché dai detentori di grandi quantità di liquidi nei paradisi fiscali o di beni mobiliari in genere, ovvero dai principali soggetti che trarrebbero danno dall’abbandono dell’euro. Rimane tuttavia l’inspiegabile iato cognitivo ed emotivo tra l’indifferenza pressoché totale per il calo reale dell’euro e l’allarme spropositato in merito alla svalutazione di una eventuale moneta nazionale. E questo forse ci dà indicazioni sui grovigli subliminali che stanno dietro l’attaccamento alla moneta unica e all’europeismo di maniera che lo supporta in veste di vago contenitore ideologico.” segnalazione di Lalla M., Arezzo