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Giuliano Urbani Ministro dei Beni Culturali vigila ogni giorno sulla SIAE della quale designa tre consiglieri di amministrazione.

La SIAE con i suoi 1400 dipendenti, 700 milioni di euro all’anno di incassi, 560 milioni di euro in cassa e 135 milioni di euro investiti in titoli, ci tutela, tutela noi consumatori.
Da dove viene questo fiume di denaro? Dalla riscossione dei diritti di autore.

Ma la SIAE non si fida degli Italiani e i suoi soldi li vuole, come direbbe Totò, a prescindere.

I dvd e i cd vergini, anche se utilizzati solo per scopi personali, sono stati tassati dalla SIAE con un’imposta che varia da 30 a 87 centesimi e che ne fa raddoppiare il prezzo.

L’italiano viene tassato sull’ipotesi di reato di duplicazione.

L’italiano ha reagito non comprando più dvd e cd, crollati del 41,8% nel 2004 rispetto al 2003.

ASMI, Associazione Sistemi e supporti Multimediali Italiana, che ha visto crollare le sue entrate, ha avviato un’azione legale contro la SIAE.

Urbani e la SIAE hanno aperto una nuova strada per la fiscalità: la tassa sull’illegalità presunta.