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“Sono un tributarista, tutti i giorni devo lottare con la burocrazia che ha raggiunto limiti e vessazioni insopportabili. I miei clienti, tempo un anno, si dimezzeranno perché non riusciranno più a mantenere in piedi le aziende. La cosa ridicola è che un tempo si lamentavano delle tasse, ed oggi che sono arrivate a livelli incredibili sono più infastiditi dagli obblighi e mi dicono “Parlate con i politici, semplificate e diteci prima di iniziare a lavorare quante tasse volete al mese e lasciateci lavorare“. Se vuoi aprire un’attività in Svizzera tutti ti aiutano, se vuoi aprirla in Italia tutti ti mettono i bastoni nelle ruote. La sensazione è quella, pericolosissima, della rinuncia, la gente non ce la fa più e non paga più nessuno, sono spariti i valori morali nel lavoro. La crisi è come un dente cariato che invece di essere estirpato viene curato continuamente con degli antidolorifici. Non risolviamo il problema più urgente: creare posti di lavoro. Perché dobbiamo pagare le tasse su un reddito lordo che non esiste? Che è stato creato da mancate deduzioni e detrazioni? Paghiamo su quello che ci è rimasto, anche il 90%, basta che li abbiamo in tasca.” Loris Gualerzi