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“Siamo io, mia moglie e due bambini. La mia azienda è fallita tre anni fa e mia moglie non lavora da quando ha capito che a 350 euro per 12 ore era meglio dedicarsi alla famiglia. Il mio comune concede 100 euro per la spazzatura e sembra quasi scocciato. Offre da due anni voucher – lavoro ma tra punteggi dedicati a famiglie numerose, senza casa, detenuti… resti sempre fuori e poi mettono solo 12 posti su 56.000 abitanti. La casa è mia: costruita con tutti i miei risparmi. 89 metri quadri. Ho pesato la mia spazzatura: 20 kg. E’ composta da sola plastica. Non produco altro tipo di spazzatura perché la carta la brucio nel camino e i rifiuti di verdure concimano il mio orto. La poca plastica che producevo da un mese la porto ai distributori posizionati al supermercato che in cambio dà buoni per la spesa. Io quindi produco 0 rifiuti. Non mangio, non produco, ma mi arriva la tassa. Come si fa a non odiare lo Stato? I servizi? Tutti vogliono soldi. Anche la scuola dove oltre ai libri di testo fanno comprare altri libri per favorire un commercio parallelo. Io vedo che tutti pagano. Ma in quale parte del mondo si trovano i poveri italiani?” MASSIMO dd