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TAV: giornali black col cervello in bloc – Marco Travaglio
(39:27)

Testo:

Buongiorno a tutti, vorrei ancora parlare del Tav, di quello che è successo anche ieri nelle zone interessate dal cantiere minacciato per la costruzione della ferrovia e quindi del tunnel perché adesso si minimizza sulla stampa di oggi, le dichiarazioni di Bersani “ma in fondo è una ferrovia, come ci si fa a opporre a un ferrovia?”. Se fosse una ferrovia non si opporrebbe nessuno, stiamo parlando di 70 chilometri di tracciato dentro le montagne, quindi di tunnel, uno, quello più famigerato, da 50 chilometri e altri più ridotti per un ammontare di altri 18/20 chilometri. Questo è il problema, non è il problema di opporsi alla ferrovia.

I black bloc dell’informazione (espandi | comprimi)
I titoli dei giornali di questa mattina sono pazzeschi, ci sono giornali black block non tutti, ma ci sono giornali black block, alcuni sono solo black, altri hanno il cervello in block

I numeri contro le chiacchiere (espandi | comprimi)
Ho molto apprezzato un articolo che ha scritto Luca Mercalli per Il Fatto Quotidiano in cui ribadiva a una a una le ragioni del no al Tav, dati alla mano, dati scientifici, 140 pagine di osservazioni, l’Ing. Sandro Plano Presidente della Comunità Montana, il Prof. Angelo Tartaglia Politecnico di Torino, il Prof. Marco Ponti dell’università di Milano.

Le balle sui corridoi europei (espandi | comprimi)
E’ vero che con la costruzione del Tav aumenteranno i posti di lavoro, ne abbiamo già parlato a proposito di quello che dice Ponti, secondo il fronte sì Tav la creazione di posti di lavoro giustificherebbe l’avvio dei lavori, il progetto della tratta italiana, della parte comune italo – francese presentato nel 2010 prevede un’occupazione di mille unità lavorative su una durata media di 7 anni, secondo gli oppositori non esiste alcuna garanzia di assunzioni di manodopera e in ogni caso mille si possono impiegare molto meglio a fare opere di manutenzione che sono quelle che migliorano veramente la qualità della vita delle persone e dell’ambiente, onde evitare dissesti idrogeologici e disastri ambientali.

C’è un’unica categoria che è peggio di quelli che commettono violenze con le proprie mani e sono quelli che mandano gli altri a commettere le violenze al posto loro perché loro sono violenti, nella testa e nella loro politica ma non hanno neanche il coraggio di andare a esercitarla con le loro mani la violenza e quindi si nascondono dietro a altri mandandoli a manganellare gente che vuole, per la stragrande maggioranza, semplicemente vivere tranquille e non essere deturpata, distrutta, devastata, avvelenata da un cantiere che, fino a che non ci dimostreranno il contrario, è totalmente inutile e molto dannoso e forse se e quando avremo speso quei 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80 miliardi per completarlo, dalla Grecia arriverà notizia che i greci temono di fare la fine dell’Italia, buona settimana, passate parola!