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foto: Venaus, Val di Susa da www.legambientevalsusa.it

“Non vogliamo le milizie nelle valli” hanno scritto sui cartelli gli abitanti della Val di Susa militarizzata dopo la protesta degli abitanti dei piccoli comuni montani contro il progetto dell’Alta Velocità.
Le ragioni di queste persone contano meno di zero, infatti nessuno gli ha chiesto PRIMA di avviare il progetto se erano d’accordo.

Sono loro che vivono lì e la loro voce è importante.
Rispondere con le forze dell’ordine è un errore.
I cittadini non possono solo subire le decisioni dello Stato, perché si dà il caso che lo Stato sono loro, anche se i nostri dipendenti in Parlamento non se ne sono accorti.

Qualcuno ha spiegato in un pubblico dibattito PRIMA agli abitanti della Val di Susa gli impatti ambientali, i benefici, i costi di questo progetto?
E qualcuno ha raccolto e valutato le loro opinioni?

Non possiamo continuare a imporre le decisioni come se fossero dettate sempre da interessi superiori.
Le persone contano.

E poi siamo così sicuri che i dipendenti Pisanu e Lunardi abbiano ragione e i valligiani torto?

Le segreterie e il coordinamento provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino hanno riportato in documento ufficiale:

“l’opera, così come è stata progettata nel suo percorso di realizzazione, rappresenti un serio pericolo per la popolazione e per l’ambiente

sufficiente per protestare?