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“Anche i dati dell’ultimo trimestre lo confermano: in tutti i tg Mediaset il pluralismo politico è sostanzialmente inesistente. I risultati del monitoraggio Agcom a dicembre non fanno registrare alcuna inversione di tendenza e si attesta quanto emerso nei mesi precedenti. Nel corso del 2014, quindi, Tg4, Tg5, Studio Aperto e Tg Com 24 hanno sistematicamente leso le più basilari norme che regolano la par condicio nei periodi non elettorali. Leggendo i dati (potete consultarli qui) appare evidente un costante squilibrio nei tempi di parola fruiti dalle diverse forze politiche. Per questo motivo il M5S ha presentato un nuovo esposto all’Agcom, con cui chiede non solo un intervento immediato affinché venga imposto a Mediaset il rispetto dei principi di imparzialità e parità di trattamento, ma anche la doverosa valutazione dei ricorsi inviati nei mesi scorsi che già denunciavano queste inaccettabili violazioni del pluralismo e che, ancora oggi, risultano privi di risposta. Il Movimento ha interpellato l’Agcom anche per quanto riguarda Rainews24 e SkyTg24. Nel primo caso abbiamo un’informazione che risulta dominata dal blocco maggioritario con i partiti di maggioranza e gli esponenti del governo che, insieme, hanno fruito del 70%, con punte del 75%, del tempo di parola attribuito ai soggetti politico-istituzionali. Su Rainews 24 assistiamo dunque a una grave sotto-rappresentazione di tutte le forze di opposizione, fortemente lesiva del pluralismo politico. In un Paese come la Francia, a cui l’Italia si è molto ispirata per la regolamentazione della par condicio, il tempo di cui oggi può beneficiare nei tg il blocco maggioritario è intorno al  55%. Anche i notiziari del canale all-news di Sky appaiono allo stesso modo schiacciati sull’asse maggioranza-esecutivo e a farne le spese sono, ancora una volta, i partiti di minoranza e quei soggetti politici che non hanno una rappresentanza in Parlamento.
L’Agcom deve fare la sua parte e non restare inerte di fronte a questo stato di cose, nonostante le recenti pronunce del Consiglio di Stato suggeriscano un cambiamento dei parametri di valutazione della par condicio: non solo quantitativi, ma anche qualitativi. Tuttavia, ad oggi, tali criteri non sono stati ancora definiti. Se, da un lato, è sicuramente necessario un ripensamento della normativa vigente,dall’altro è impensabile che nel frattempo si sospenda l’analisi del pluralismo politico nell’informazione nei periodi non elettorali e si rinunci all’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. L’Autorità ha il dovere di intervenire per ripristinare immediatamente una situazione di effettivo equilibrio. Ne va della stessa qualità democratica del nostro ordinamento.” Roberto Fico