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“Nel giugno 2011 gli italiani hanno deciso che l’acqua e gli altri servizi pubblici essenziali devono restare in mano pubblica. Tutti i partiti del centrosinistra fecero a gara a cavalcarne il risultato. Passata la festa, gabbato lo santo: l’amministrazione Fassino rema contro. Da luglio 2011 è diventato illegittimo ricaricare sulle bollette degli italiani la quota relativa alla remunerazione garantita degli investimenti. Eppure, questa quota continua a venir fatta pagare. Torino ha bisogno di soldi e la SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) diventa una mucca da mungere. Il comitato referendario ha raccolto le firme e presentato una proposta di delibera di iniziativa popolare che vorrebbe trasformare SMAT, ora SpA, in azienda speciale consortile di diritto pubblico. I dirigenti comunali hanno dato parere tecnico negativo, sostenendo che legalmente è impossibile. Peccato che la stessa trasformazione sia stata fatta a Napoli solo quattro mesi fa, e che diversi luminari abbiano firmato un controparere che dimostra come essa si possa fare. Per questo abbiamo presentato una interpellanza la cui discussione dimostra che Fassino e la sua giunta sono contrari a trasformare Smat in una società di diritto pubblico e ritengono che l’acqua si possa gestire soltanto all’interno di dinamiche di mercato.” Vittorio Bertola, M5S Torino