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“Torno in Trentino dopo qualche anno. La nostalgia… Mi sembra di essere Celentano nella canzone “Il ragazzo della via Gluck” aggiornata alle Alpi. Là dove c’erano i boschi oggi ci sono i “circuiti” di sci, le piste evidentemente non bastavano più. E ettari di campi da golf per quattro golfisti in croce, parcheggi, nuovi alberghi semipieni, semivuoti o anche vuoti. Faccio un vecchio sentiero dove un tempo non c’era una casa e ora c’è un villaggio. Rotonde ovunque, ma non rotonde normali, ma maxi rotonde che un tir ci sta largo. Le malghe, per arrivarci si camminava tra i pini e ora ci sono strade asfaltate percorse da suv che arrivano fino alla baita, poi le persone a bordo scendono e dicono “Che bello!” e dopo 10 minuti tornano indietro. Sono triste e per questo ho voluto scrivere un commento.” Renato G.