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di Mariassunta Susy Matrisciano – La volete sapere l’ultima? La Lega si sta opponendo all’inserimento della cosiddetta “norma Pernigotti”, cioè quella per salvaguardare i marchi storici del Made in Italy, nel Decreto Crescita. Proprio così. Un fatto veramente assurdo, paradossale e inaccettabile! Lo è ancora di più visto che non più tardi di un mese fa Salvini e il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, pur sapendo benissimo che il MiSE stava lavorando per mettere a punto questo provvedimento, annunciavano in pompa magna la presentazione di una proposta di legge sui marchi storici.

Chi mastica un po’ di politica però sa bene che per approvare una pdl ci possono volere mesi se non addirittura anni, invece inserendola nel Decreto Crescita, come ha proposto a più riprese il Ministro Luigi Di Maio, questa norma entrerebbe immediatamente in vigore evitando che possano verificarsi nuovi casi come quello della Pernigotti facendo finire in mezzo alla strada centinaia di lavoratori e le loro famiglie.

Insomma, in favore di telecamera e nei retroscena sui giornali la Lega si bea di essere il partito del “fare” e poi invece nelle segrete stanze è quella del “no” che mette i bastoni fra le ruote al cambiamento, alla salvaguardia delle imprese e ai diritti dei lavoratori. Fin dal primo giorno al Governo invece il MoVimento 5 Stelle ha messo tutto questo al centro della propria azione politica, come testimoniano il Decreto Dignità, il Reddito di Cittadinanza e adesso il salario minimo orario. Quindi quelli della Lega siano seri e facciano una doverosa marcia indietro permettendo a questa norma di entrare nel Decreto Crescita. Forza!