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Era ora, una buona notizia. L’Italia è piena di caprioli. L’ultima volta che ne ho visto uno è stato nel film Bambi, ma adesso, però, le cose sono cambiate. I caprioli e le loro mamme sono ovunque. Sono così tanti che rappresentano un problema per l’ordine pubblico. E allora, seppure a malincuore, non si può che approvare la decisione della Regione Piemonte della tavista Mercedes Bresso di ucciderne seicento in provincia di Alessandria. I cacciatori si sono prenotati, mentre i Verdi piemontesi hanno fatto sentire forti e chiari i loro belati di disapprovazione. I cacciatori pagheranno 40 euro per un cucciolo, 110 per un adulto. Una cifra tutto sommato modica per sparare a un cerbiatto. Non capita tutti i giorni, è meglio di un discount.
Il governatore Loiero si è offerto di ospitarne una parte in Calabria, Sgarbi si è opposto pubblicamente alla mattanza. Persino il mite Franco Frattini, vice presidente Ue, si è pronunciato esortando “le associazioni ambientaliste a ribellarsi a questa sconsiderata decisione”.
Ma Pecoraro Scanio direte voi? Lui mi risulta non pervenuto. Troppo occupato a smaltire i postumi del voto all’indulto.
Spero che altri governatori seguano l’esempio di Loiero e adottino i caprioli e che questa mattanza non abbia inizio.
Spero ancora, la speranza è l’ultima a morire, che i Verdi inizino a fare i Verdi e operino in favore dell’ambiente, della salute e della fauna, un patrimonio di tutti gli italiani e non solo di una parte.
Pecoraro!!!!!

Ps: Ho ricevuto dai Verdi il testo con le dichiarazioni di ieri di Pecoraro Scanio che riporto.
Ambiente: Pecoraro: Sospendere abbattimento caprioli
“Ho chiesto alla Regione Piemonte di sospendere l’abbattimento previsto dei 600 caprioli nell’Alessandrino. Abbiamo offerto la nostra disponibilità ad ospitare gli animali in alcuni parchi nazionali”. “Ho già individuato le risorse necessarie per realizzare nei prossimi mesi un Piano di trasferimento dei caprioli nei parchi nazionali. C’è poi un problema più generale di gestione di alcune specie in soprannumero in quanto sono scomparsi i predatori naturali che garantiscono l’equilibrio delle specie. Va quindi avviato un piano nazionale per affrontare questo problema con interventi che aiutino a mantenere gli equilibri senza ricorrere ad abbattimenti cruenti”.