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Quando pensiamo alla rivoluzione industriale pensiamo all’Inghilterra. Cuore dei grandi cambiamenti dei secoli scorsi. Cambiamenti che hanno orientato fortemente il nostro immaginario sul lavoro. I nostri nonni quando pensavano al lavoro, immaginavano quello sui campi. Noi abbiamo invece l’immagine degli operai, della fabbrica. Ai ragazzi che hanno oggi 15 anni appare nella loro mente un computer.

Questo ci fa capire come il lavoro è cambiato. Ma ancora dobbiamo assistere alla più grande rivoluzione. Che sarà terribile, se non ci prepariamo.

Perché avverrà piano piano, quasi non ce ne accorgeremo.

Così Sky News ha collaborato con ricercatori del think tank Localis, per capire se il paese fosse a rischio per le nuove tecnologie.

Quello che hanno scoperto è sconcertante.

Ci sono diverse aree e regioni del Regno Unito che sono più a rischio di altre dall’arrivo dei robot. Cosi si scopre che Corby è la città più minacciata dall’automazione nel Regno Unito.

Il Northamptonshire è la regione più vulnerabile del Regno Unito. Delle 10 città più a rischio di perdere posti di lavoro a causa della robotica e del software, 3 si trovano in questa contea. Ma anche per le East Midlands non ci sono buone notizie, infatti 7 delle 10 città più minacciate si trovano nella regione.

Che la crescente automazione toglierà più posti di lavoro di quelli che andrà a creare, sembra essere un problema cui nessuno vuole davvero interessarsi. I cambiamenti tecnologici influenzeranno nel tempo tutti gli aspetti dell’economia, ma alcune aree, le cui economie dipendono da posti di lavoro poco qualificati, saranno colpite più duramente e più rapidamente. Con effetti drastici.

A Corby, il 31% dell’occupazione è soggetto all’automazione. Anche Daventry e Wellingborough sono a rischio, con il 29% dell’occupazione che scomparirà in breve. Nelle East Midlands, su 229.200 posti di lavoro nel settore manifatturiero, 108.000 sono occupati in lavori poco qualificati.

Ma più in generale nel Regno Unito sono a rischio il 17,6% dei lavori manuali. In pochi anni.

Reece Manly-Foster, un 19enne che vive a Corby e che ha lavorato in fabbriche e magazzini negli ultimi due anni, ha detto a Sky News: ” A Corby è davvero così. Perché non ci sono quasi più posti di lavoro”. “Ho cercato di fare domanda come magazziniere, ma non ce ne sono. Le aziende hanno investito in robot”.

L’automazione toglierà a breve una mole di posti di lavoro enorme, nessuno pare interessarsene. I ragazzi che oggi fanno i corrieri, i meccanici, gli operai, le segretarie, sono tutti a rischio. Anzi più di rischio, di certezza di perdere il posto.

Eliza Rawlings, l’amministratore delegato di Festo UK, una società di automazione con sede a Northampton, ha dichiarato a Sky News: “Il ritmo dell’innovazione sarà più veloce di quanto molti si aspettino. Ma il ritmo di adozione varierà a seconda dei settori”.

Il nuovo capitalismo, la nostra economia vuole crescita, a tutti i costi. Il mercato odierno è supercompetitivo. I clienti diventano sempre più impazienti, vogliono efficienza e qualità. Nessuno aspetterebbe più una settimana o dieci giorni per ricevere un pacco che ha ordinato.

Caroline Harris, responsabile di reparto, ha dichiarato a Sky News: “I clienti vogliono un servizio affidabile, vogliono efficienza, vogliono la convenienza”.

Chris Mills è il responsabile operativo di Bounds Taxis a Northampton.  La società di cabine è stata fondata nel 1958 ed è ora di proprietà di una società di automazione software. Mills ha dichiarato a Sky News: “Più automazione abbiamo e meno bisogno di personale c’è. È tutto molto più silenzioso. Non c’è gente che grida in giro per la stanza.  Tutto può essere messo sullo schermo, tutto è più veloce, ordinato e sempre sotto controllo”.

Joe Fyans, ricercatore di Localis, ha dichiarato a Sky News: “La politica nazionale orientata all’automazione deve tenere conto del varieg ato panorama industriale del Regno Unito e i responsabili politici locali devono essere consapevoli dei punti di forza e delle vulnerabilità uniche della propria area quando affrontano il problema.Se ci sbagliamo, interi luoghi potrebbero essere spazzati via da un’ondata di automazione da cui i suoi abitanti potrebbero non riprendersi “.