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L’inquinamento dei fiumi è diventato normale in Italia, piano, piano, anno dopo anno. Una parte dei nostri diritti naturali, quelli che abbiamo per nascita, di godere della natura, ci è stato tolto. Il diritto di fare il bagno in un fiume, giocarci con i nostri figli e magari vedere un gamberetto d’acqua. Senza contrarre malattie infettive, senza puzza, senza rifiuti, senza schiume e senza veleni.
E’ un nostro diritto c..o! Non ci può essere tolto.
Il fiume fa sempre la solita strada. Le case e le industrie che scaricano nei fiumi stanno ferme. I depuratori inattivi, quando non mancano del tutto, stanno fermi. Il comune, la provincia, la regione, l’asl, la comunità montana, tutta questa brava gente retribuita sa o può sapere chi inquina. Non è difficile controllare, trovare i responsabili e, se il fiume o il torrente è diventato una fogna, applicare le leggi.
Ma i sindaci sono o non sono responsabili?
Lo scorso anno nella Valle del Sacco 25 vacche sono morte dopo aver bevuto l’acqua del fiume. Il Lambro a Milano scioglie le persone meglio dell’acido. Il Tevere contiene più batteri del Gange. Tutto normale? Nessuno ha visto niente?
Connivenza è la parola magica. Non posso pensare che le amministrazioni comunali non sappiano o non possano sapere. Che le asl non possano intervenire. Che gli stessi cittadini non siano informati che l’albergo o il vicino di casa sia senza depuratore. Quanti crimini contro i corsi d’acqua vengono compiuti in Italia?
Acqua ne abbiamo sempre meno per il surriscaldamento, ma anche per i furti d’acqua che sono diventati la norma.
Legambiente e il Corpo Forestale dello Stato hanno prodotto un rapporto: “Fiumi e legalità” sulla stato di salute dei fiumi, ma non possono vedere tutto.
Descrivete la storia del vostro fiume, torrente, ruscello inquinato, depredato, cementificato in questo blog e, se proprio volete, riempite una bottiglia d’acqua ed inviatela con l’etichetta di provenienza al ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, Viale Cristoforo Colombo, 44 – 00147 ROMA, per informarlo.
Così, per deprimerci tutti insieme a lui.