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Una canzone per Pippo.

“Ti regalerò un microfono
Un microfono rosso per spaccarti il naso
Un microfono per ogni tua lacrima da consolare
E un microfono per il tuo setto nasale
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi Bonolis
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Fabrizio e sono di Torino
Sono nato nel ’48 e vivo in Rai da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro al Vaticano
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’erezione
Ma la colpa è della mano che non smette di menare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di Forza Italia
E Rai e Mediaset si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani sono sempre stato spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò un microfono
Un microfono rosso per spaccarti il naso
Un microfono per il tuo setto nasale
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi Bonolis
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo Sanremo

I giornalisti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I giornalisti sono apostoli di un Dio che li paga
Mi fabbrico la poltrona con lo psiconano
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un metro… misurate la mia
E guardate tra me e lui… chi è più vanitoso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto con Buttiglione
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come l’informazione vera stipata negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come Staffelli legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò un microfono
Un microfono rosso per spaccarti il naso
Un microfono per ogni tua lacrima da consolare
E un microfono per il tuo setto nasale
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi Bonolis
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Fabrizio e porto i tacchi
Cara informazione son trent’anni che ti aspetto
I matti siete voi quando ci credete
Quando pure Pippo mi tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’erezione?
Sorprenditi di nuovo perché Fabrizio sa microfonare”