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In un recente studio clinico è stato scoperto che il farmaco antitumorale bexarotene rigenera la guaina mielinica, il bersaglio della malattia autoimmune chiamata sclerosi multipla, o SM.

La guaina mielinica è uno strato lipidico protettivo attorno ai nervi nel cervello e nel midollo spinale, che viene colpito in modo errato dalle cellule immunitarie nei pazienti con SM, provocando i sintomi della malattia neurodegenerativa e portando alla disabilità.

Lo studio ha dimostrato che il bexarotene è stato in grado di “rimielinizzare” efficacemente i nervi danneggiati, mettendo gli scienziati sulla strada per un possibile trattamento.

Il professor Alasdair Coles dell’Università di Cambridge ha detto che quello che hanno impatto durante la ricerca è incredibilmente entusiasmante, poiché ora ci sono ulteriori prove concrete che la rimielinizzazione negli esseri umani è possibile.

“Questa scoperta ci dà fiducia che fermeremo la SM e sarà rapidamente portata avanti in ulteriori studi che sperimentano altri potenziali nuovi trattamenti di riparazione della mielina”, ha continuato il professore.

Inoltre un nuovo farmaco serve davvero.

Il motivo per cui sarebbero necessari nuovi trattamenti di riparazione della mielina è perché il farmaco, normalmente destinato ai malati di cancro, ha creato alcuni gravi effetti collaterali, come i livelli elevati di lipidi nel sangue e le malattie della tiroide.

Nel mondo sono circa 3,5 milioni le persone affette da sclerosi multipla, quindi la MS Society non si affida solo agli studi sul bexarotene, ma sta anche lanciando altri studi. Perché altre combinazioni di farmaci hanno dato spunti interessanti.

La SM è una malattia terribile, ora abbiamo prove davvero concrete che qualcosa sta andando avanti nel modo giusto.