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“E se ti dicessimo di poter fare un backup della tua mente”? E’ questo quello che promette la Netcome, una startup americana fondata da due ricercatori del MIT di Boston: imbalsamare digitalmente un cervello, attraverso un processo chiamato “crioconservazione aldeide stabilizzata”. Il flusso di sangue al cervello verrebbe sostituito con sostanze chimiche imbalsamanti che preservano la struttura neuronale.

L’unico “problemino” è che il processo di vetrificazione per preservare un cervello deve essere effettuato al momento della morte, e fatto in maniera veloce onde evitare danneggiamenti.

Secondo i due ricercatori quando la tecnologia si evolverà sempre di più gli scienziati potrebbero essere in grado di ricreare la mente all’interno di un computer e, forse, caricarla su un cloud.

Attualmente non esiste ancora un metodo per riattivare o caricare il cervello dopo che è stato immagazzinato, ma sul sito della Netcome ipotizzano che intorno al 2024 si potrebbe realizzare.

Robert McIntyre fondatore della startup ha già vinto due premi della Fondazione per la Conservazione del Cervello, con degli esperimenti eseguiti su di un coniglio nel 2016 e con un cervello di un maiale nel 2018.

La prima sperimentazione “umana” è stata testata sul cervello di una donna, deceduta, che ha pagato per il servizio 10.000 dollari, così come le altre 25 persone che ne hanno fatto richiesta e sono in lista d’attesa.

Naturalmente si può con certezza dire che non vale la regola del “soddisfatti o rimborsati!”