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Il presidente Vegas, esperto di diritto ecclesiastico e fedele viceministro di Tremonti, arriva in Consob a gennaio 2011. Una delle tante nomine che violano il conflitto di interessi. In un paese normale un viceministro non può infatti essere nominato presidente di un’autorità di vigilanza indipendente. Ma, si sa, in Italia il conflitto di interesse è un’opinione. Boschi docet!
La Consob per chi non lo sapesse ha un ruolo chiave nella finanza italiana. Vigila sulla veridicità dei bilanci delle società e delle banche quotate; garantisce che se c’è un aumento di capitale o una fusione o una scalata non ci siano favoritismi tra i vari azionisti. E ancora: la Consob controlla che i prodotti finanziari vengano “adeguatamente” venduti ai risparmiatori, dove “adeguatamente” significa che i rischi devono essere resi trasparenti e che la banca non forzi mai la vendita di prodotti il cui rischio è incoerente con le esigenze del cliente. Insomma: il risparmiatore deve essere consapevole di cosa compra.
Per questo nei manuali di diritto dei mercati finanziari si legge che la Consob è l’Autorità che tutela il risparmio bene che, laddove qualcuno se lo fosse dimenticato, è costituzionalmente garantito (art. 47 Cost.).
Eppure Vegas non la pensa così. Il primo segnale lo si trova già sul sito web della Consob (www.consob.it) rinnovato proprio qualche mese fa. Sotto una strabiliante mongolfiera – forse espressione della bolla dei mercati finanziari che sta per esplodere – si legge: “Consob, l’autorità italiana dei mercati finanziari”. È proprio il caso di dire che il risparmio vola con la mongolfiera. O meglio: si è volatilizzato!
Tra i casi più eclatanti ci sono il “salvataggio di MPS”, la fusione Unipol-Fonsai ed i prestiti subordinati azzerati con un altro salvataggio, quello delle 4 banche.
Sembrano vicende sconnesse ma c’è un filo rosso che le lega profondamente.
MPS ha fatto 10 miliardi di aumenti di capitale attraverso tre operazioni. Ogni volta nel prospetto approvato dalla Consob si leggeva che con questo aumento sarebbe andato tutto a posto. Intanto i risparmiatori che hanno investito nelle azioni di MPS hanno perso tutto o quasi. Cosa non andava? Molto semplice. MPS era piena di derivati che erano invece contabilizzati come titoli di Stato per svariati miliardi.
Non è un’ipotesi! Qualche giorno fa MPS ha dovuto riconoscerlo in un comunicato stampa. Ovviamente questo è avvenuto solo dopo che la Procura di Milano ha chiuso il provvedimento per il rinvio a giudizio dei vertici della Banca proprio su questi temi. E ancor più ovviamente, solo dopo la decisione della Procura, anche la Consob ha acceso il solito faro, spento, sul caso.
Passando a Unipol-Fonsai, ricordiamo che in ogni fusione c’è un rapporto di concambio tra le azioni delle società coinvolte che dipende dal loro stato di salute; se la rappresentazione dello stato di salute nei bilanci viene alterata, questo rapporto non è corretto e tra gli azionisti delle società di partenza c’è chi vince e c’è chi perde indebitamente.
Unipol ha in pancia svariati miliardi di titoli strutturati e derivati ed il loro valore potrebbe essere gonfiato in bilancio. Anche su questo punto non stiamo parlando di ipotesi dato che ci sono report di società di revisione e non solo come vedremo più avanti.
Ed ora veniamo ai prestiti subordinati, purtroppo non solo quelli delle 4 banche “salvate” maldestramente da Renzi. Le obbligazioni subordinate sono una sessantina di miliardi e sono state vendute senza le informazioni sui rischi di immediata comprensibilità per il risparmiatore offerte dagli scenari probabilistici. Per chiarire il punto vi riportiamo gli scenari relativi all’obbligazione subordinata, come riportata nell’esempio:

Tralasciando i dettagli, vediamo solo una cosa: leggendo questi numeri si scopre che questi subordinati erano vere e proprie scommesse. Ad esempio nel caso esaminato la probabilità di perdere la metà del capitale investito era del 63% circa.
Esaminando i prospetti in circolazione si nota una strana coincidenza. È a partire dal 2011, anno dell’insediamento di Vegas, che questi scenari probabilistici scompaiono dai prospetti approvati dalla Consob. E nel maggio 2011, dopo un convegno Abi (Associazione Bancaria Italiana, che con il Portale ‘Patti Chiari’ aveva bollinato come sicuri ed affidabili bond bancari ed i titoli Lehman Brothers, giudicando a rischio i titoli di Stato come i Btp) sui bilanci delle banche, si materializza una proposta sui ‘bond da banco’ che mira a eliminare l’obbligo dei prospetti per alcune obbligazioni creditizie, con l’evidente finalità di vendere titoli bancari a bizzeffe che altrimenti, nessun risparmiatore avrebbe acquistato, assumendosi enormi responsabilità nella truffa a decine di migliaia di famiglie.
Veniamo ora al filo rosso: questo filo è l’Ufficio analisi quantitative della Consob, un Ufficio con competenze tecniche riconosciute a livello internazionale nei temi della finanza, dei derivati e più in generale nella valutazione dei prodotti finanziari e nella misurazione dei rischi. È ad esempio l’Ufficio che ha inventato gli scenari probabilistici che dal 2009 la Consob aveva fatto mettere anche nei prospetti delle obbligazioni subordinate vendute dalle banche.
Non solo. È l’Ufficio che saprebbe ben distinguere un BTP da un derivato (ricordate MPS?) e nel caso degli strutturati di Unipol è noto alle cronache giornalistiche lo scontro tra l’Ufficio ed il suo Presidente: il primo diceva che il portafoglio era sopravvalutato mentre il secondo ha fatto in modo che fosse comunque tutto a posto nonostante il parere contrario della Commissione.
Bene. È importante che sappiate che proprio nel 2011 l’Ufficio viene reso inoperativo con una serie di provvedimenti organizzativi e addirittura il capo di questo Ufficio (ma non solo) diviene vittima di procedimenti disciplinari su questioni insussistenti come ha sentenziato il TAR. Che ci sia un problema con questo Ufficio il Presidente Vegas non lo nasconde. Nelle sue interviste sulla stampa lo schernisce ed anche nel corso di audizioni parlamentari non ha certo buone parole.
Ora però è tutto chiaro: l’Ufficio andava disarmato e possibilmente anche abbattuto perché così serviva al “sistema”. Intanto i risparmiatori sono stati traditi. Traditi dalle istituzioni dello Stato che dovevano proteggerli. Adesso il Governo deve evitare di fare altri errori e le Procure smetterla di tentennare con indagini di ostacolo all’attività di vigilanza quando il reato è di omessa vigilanza. E poiché un Ufficio fatto da persone che servivano lo Stato è stato sacrificato da chi si è servito dello Stato, Vegas deve essere dimissionato.
Basta con i trucchi come quello di dare l’incarico di gestire l’arbitrato sui subordinati all’ANAC perché la Consob, che per legge sarebbe competente, è divenuta inaffidabile. Si intervenga quindi sul vertice per ripristinarne l’affidabilità e si renda nuovamente operativo l’Ufficio Analisi Quantitative. La trasparenza sui rischi è un valore inabdicabile per la tutela del risparmio nazionale. Peccato che da alcuni anni è diventata trasparente sì ma come un fantasma! Giuseppe Vegas e la prima linea di un feticcio di autorità, corresponsabili di una eclatante truffa ai danni del mercato e di almeno 130.000 famiglie che hanno subito un esproprio criminale del risparmio, costato sudore, sacrifici, privazioni, devono essere dimissionati ed incriminati.
Carla Ruocco (Portavoce del M5S Camera dei Deputati)
Elio Lannutti (Presidente Adusbef)