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I vecchi commedianti non vogliono scendere dal palco, e gli spettatori, certo troppo lentamente, escono dal teatro. Boss(ol)i vuole il referendum per la secessione di una Padania che non è mai esistita. Le opposizioni firmano in piazza per un inutile referendum contro il porcellum dopo che per anni, anche al governo, lo hanno usato per infilare in Parlamento sodali e famigli, e ignorato la legge popolare Parlamento Pulito. Ognuno fa la sua parte in commedia che prevede la solita robusta dose di insulti reciproci seguita da riappacificazioni strategiche e abbracci consapevoli per i fotografi. Una sequenza di comparse con le labbra rifatte e le calze smagliate si agitano sul palco per un pugno di voti. Il cadavere dell’ex presidente del consiglio è ormai da tempo in decomposizione, ma nessuno ha il coraggio di sotterrarlo perché, insieme a lui, inumerebbe anche sé stesso. Nel frattempo due ragazze incensurate della Val di Susa, tra cui una mamma di tre bambini volontaria del 118, marciscono in carcere a Torino senza alcun processo e senza che nessuno di questi zombie di politici e di giornalisti abbia sentito il dovere di fare qualcosa. Come disse Fra Cristoforo nei Promessi Sposi “Verrà un giorno…“.

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