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Oggi alle 16 Zingaretti è intervenuto in Consiglio per discutere gli sviluppi regionali dell’inchiesta su “Mafia Capitale”.
Marino e Zingaretti per Mafia Capitale pari sono. “Se (Marino; ndr ) resta sindaco altri tre anni e mezzo, con il mio amico capogruppo ci mangiamo Romadice Buzzi in un’intercettazione. Allo stesso modo Zingaretti non ha mai rappresentato un problema. “Noi non abbiamo mai finanziato illegalmente la politica, ma tutto legalmente: Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino, Zingaretti, Badaloni, Marrazzo, tutti praticamente, anche Renzi: tutti contributi dichiarati in bilancio“, ammette sempre Buzzi. Tutti a libro paga. Il braccio destro di Zingaretti, Venafro, è indagato per tentata turbativa d’asta sulla gara d’appalto per i Cup (Centralino Unico di Prenotazione) con il coinvolgimento delle cooperative legate a Buzzi. Il capogruppo del Pd in Regione Vincenzi si è dimesso ieri dopo la pubblicazione delle foto che lo ritraggono mentre prende un “pizzino” da Buzzi.

Oggi la stampa pubblica le intercettazioni che riguardano Daniele Leodori, presidente del Consiglio e recordman di preferenze PD: “No bhè… li fai chiamà, ma dobbiamo sceglie la strada politica pure… capito… la strada politica son due… o dentro il Pd, che sarebbe questa de Leodori, sì e certo ma è la parte nostra” dice Buzzi mentre parla con un collaboratore di una gara d’appalto. Marino e Zingaretti non risultano coinvolti nelle inchieste, ma non possono fidarsi delle persone che hanno a fianco, imposte dal Pd romano e laziale che ci son dentro fino al collo, nè continuare a garantire per loro di fronte ai cittadini: vengono continuamente sbugiardati dagli avanzamenti delle indagini. Non sono in grado di controllare la situazione: devono dimettersi e permettere ai cittadini di fare pulizia tramite nuove elezioni da svolgersi al più presto. Disinfestiamo Roma, disinfestiamo la Regione Lazio!

“Lo scorso dicembre, dopo l’esplosione dell’inchiesta, venne in aula a dire che la Regione era totalmente estranea ai fatti, in un clima di solidarietà a Gramazio (FI) e Patanè (PD). A fine marzo riapparve, tra un nastro da tagliare e un buffet, per annunciare la propria vicinanza al suo capo di gabinetto dai tempi della Provincia, quel Maurizio Venafro che compare spesso nell’ordinanza dei ROS e che per questo aveva rassegnato le proprie dimissioni. Poche giorni fa i Carabinieri, oltre a perquisire l’abitazione di Venafro, hanno arrestato Gramazio e Magrini, l’ex direttore delle Politiche Sociali della regione che Zingaretti ha nominato in una posizione di studio da 180.000 euro l’anno e che era al centro delle nostre interrogazioni sugli strani flussi di denaro legati all’emergenza abitativa e Andrea Tassone, presidente del X municipio per la cui elezione Zingaretti si spese tantissimo, partecipando anche ad un video elettorale. Ieri il capogruppo del PD, Marco Vincenzi, si è dimesso dopo la pubblicazione di una foto che lo ritrae mentre prende un foglietto da Buzzi e oggi la stampa pubblica le intercettazioni che riguardano Daniele Leodori, presidente del Consiglio e recordman di preferenze PD.” M5S Lazio