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Il Blog di Beppe Grillo
Marzo 20, 2026
Il Rapporto Mondiale sulla Felicità ha evidenziato come l’uso eccessivo dei social media stia causando infelicità tra i giovani di tutto il mondo, con un impatto più marcato nei paesi anglofoni e nell’Europa occidentale. Lo studio, condotto dal Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford, ha inoltre accertato che il tipo di piattaforma utilizzata e la [...]
- Marzo 11, 2026
Il Blog di Beppe Grillo
Negli ultimi anni l’automobile è stata progettata come uno spazio sempre più digitale, dominato da schermi e interfacce virtuali. Oggi molti costruttori, dalla Cina all'Europa, stanno riscoprendo soluzioni già sperimentate in passato, spinti soprattutto da esigenze di sicurezza, sostenibilità e migliore esperienza di guida. Uno dei segnali più evidenti riguarda il ritorno dei comandi fisici. Negli ultimi anni numerosi marchi hanno aumentato in modo significativo le dimensioni dei display centrali e della strumentazione digitale, arrivando a trasformare il cruscotto in una superficie quasi completamente dominata dallo schermo. Alcuni modelli di fascia alta superano ormai i 15 o 17 pollici e nel mercato cinese è stato presentato nel 2018 anche un sistema panoramico con display da circa 49 pollici che attraversa gran parte della [...]
- Marzo 10, 2026
Il Blog di Beppe Grillo
Nel 2024 si stimava che il mondo avrebbe generato circa 220 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. I dati più recenti mostrano purtroppo che il problema continua a crescere: nel 2025 la quantità di rifiuti di plastica generati a livello globale è salita a circa 225 milioni di tonnellate, con un aumento di circa cinque milioni in un solo anno. Per capire l’ordine di grandezza basta tradurre questa cifra in termini pro capite. Significa quasi 29 chili di plastica di scarto per ogni abitante del pianeta ogni anno. E non tutta questa plastica viene gestita correttamente. Secondo le stime, circa 72 milioni di tonnellate finiscono fuori dai sistemi di gestione dei rifiuti, disperse nell’ambiente attraverso discariche illegali, abbandono o combustione a cielo [...]

Le briciole del futuro

Negli ultimi giorni il The Guardian [...]

Il cambiamento climatico aumenta la violenza contro le donne

Il cambiamento climatico viene spesso raccontato [...]
- Marzo 4, 2026
Il Blog di Beppe Grillo
Buongiorno, care concittadine e cari concittadini. Mi rivolgo a voi per informarvi della crisi che si è scatenata in Medio Oriente, della posizione del governo italiano e delle azioni che stiamo portando avanti. Come sapete, lo scorso sabato Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, che a sua volta ha risposto bombardando in modo indiscriminato nove paesi della regione e una base britannica situata in uno stato europeo, a Cipro. Voglio innanzitutto esprimere la solidarietà del popolo italiano ai paesi attaccati illegalmente dal regime iraniano. Da allora le ostilità sono continuate, quando non addirittura aumentate, provocando centinaia di morti nelle case, nelle scuole e negli ospedali. Si sono verificati anche il crollo delle borse internazionali e la disgregazione del traffico aereo e dello stretto di Hormuz, attraverso il quale fino a pochissimo tempo fa transitava il 20% del gas e del petrolio mondiali. Nessuno sa con certezza cosa accadrà ora, e non sono neppure chiari gli obiettivi di chi ha lanciato il primo attacco. Dobbiamo però prepararci, come affermano gli stessi promotori, alla possibilità che questa sia una guerra lunga, con numerose vittime e quindi con conseguenze gravi anche a livello globale in termini economici. La posizione del governo italiano di fronte a questa situazione è chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, non possiamo accettare che il mondo possa risolvere i propri problemi soltanto attraverso conflitti e bombe. Infine, no a ripetere gli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo italiano si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l’Europa e l'Italia sono già stati qui prima. Ventitré anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente. Una guerra che allora si disse servisse a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, a portare la democrazia e a garantire la sicurezza globale. Vista oggi con il senno di poi, produsse l’effetto opposto e scatenò la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia vissuto dalla [...]

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