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Marzo 23, 2026
La geografia vera dell’economia globale si legge ancora una volta nei porti, ed è una geografia che parla soprattutto cinese. La conferma arriva dall’ultima analisi di Alphaliner, uno dei principali centri di analisi internazionali specializzati nel trasporto marittimo di container, rilanciata anche da Global Maritime Hub. Nel 2025 il traffico container dei principali 30 porti [...]
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Marzo 22, 2026
Acqua per la pace
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Marzo 20, 2026
WhatsApp rende più felici, TikTok e Instagram no
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Marzo 19, 2026
L’auto “green” si spegne senza terre rare
ULTIMI POST DELLA SETTIMANA
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- Marzo 13, 2026
Negli anni Settanta una crisi petrolifera provocata dalle tensioni in Medio Oriente fece triplicare i prezzi dell’energia e mise sotto pressione le economie occidentali. Alcuni governi reagirono con misure emergenziali, altri colsero quel momento come l’occasione per trasformare in profondità il proprio sistema energetico. Un’analisi pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian e firmata dal giornalista Ajit Niranjan ricostruisce come quella crisi abbia generato scelte strategiche che ancora oggi influenzano il panorama energetico europeo. La Danimarca avviò l’industria eolica moderna, i Paesi Bassi ripensarono la mobilità urbana puntando sulla bicicletta, mentre nei paesi nordici si diffusero rapidamente politiche di efficienza energetica e sistemi di teleriscaldamento. Quelle decisioni contribuirono a migliorare la qualità dell’aria e a ridurre la dipendenza dal petrolio importato. Mezzo secolo dopo, [...]
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- Marzo 12, 2026
di Marco Bella Di fronte all'ennesimo conflitto nato a causa delle fonti energetiche, la Cina sta percorrendo la strada più razionale. Quella di puntare sulle tecnologie più moderne, che permettono di ridurre la dipendenza da altri stati, di migliorare la qualità dell'aria e diminuire le emissioni di CO2: le fonti rinnovabili. Qualche propagandista e qualche ministro hanno speculato su come “tornare al nucleare” possa essere una possibile soluzione per l’aumento del costo dell’energia. Si tratta ovviamente di una sciocchezza. Vediamo i dati che sono stati appena aggiornati sulla produzione energetica della Cina, il paese che al mondo installa più nucleare di tutti gli altri stati, nel periodo 2021-2025. Nel 2021, il nucleare (partito nel 1991), produceva 407 TWh. Nel 2008, eolico e fotovoltaico erano [...]
DALL'ARCHIVIO DELBLOG
L’auto del futuro assomiglia sempre di più a quella del passato
Negli ultimi anni l’automobile è stata [...]
COSE PREZIOSE
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- Marzo 4, 2026
Buongiorno, care concittadine e cari concittadini. Mi rivolgo a voi per informarvi della crisi che si è scatenata in Medio Oriente, della posizione del governo italiano e delle azioni che stiamo portando avanti. Come sapete, lo scorso sabato Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, che a sua volta ha risposto bombardando in modo indiscriminato nove paesi della regione e una base britannica situata in uno stato europeo, a Cipro. Voglio innanzitutto esprimere la solidarietà del popolo italiano ai paesi attaccati illegalmente dal regime iraniano. Da allora le ostilità sono continuate, quando non addirittura aumentate, provocando centinaia di morti nelle case, nelle scuole e negli ospedali. Si sono verificati anche il crollo delle borse internazionali e la disgregazione del traffico aereo e dello stretto di Hormuz, attraverso il quale fino a pochissimo tempo fa transitava il 20% del gas e del petrolio mondiali. Nessuno sa con certezza cosa accadrà ora, e non sono neppure chiari gli obiettivi di chi ha lanciato il primo attacco. Dobbiamo però prepararci, come affermano gli stessi promotori, alla possibilità che questa sia una guerra lunga, con numerose vittime e quindi con conseguenze gravi anche a livello globale in termini economici. La posizione del governo italiano di fronte a questa situazione è chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, non possiamo accettare che il mondo possa risolvere i propri problemi soltanto attraverso conflitti e bombe. Infine, no a ripetere gli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo italiano si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l’Europa e l'Italia sono già stati qui prima. Ventitré anni fa un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente. Una guerra che allora si disse servisse a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, a portare la democrazia e a garantire la sicurezza globale. Vista oggi con il senno di poi, produsse l’effetto opposto e scatenò la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia vissuto dalla [...]
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