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Febbraio 16, 2026
di Fabio Massimo Parenti Negli ultimi mesi, su alcune piattaforme social è emersa una formula curiosa divenuta meme soprattutto su Instagram e TikTok: “sono in un periodo molto cinese della mia vita”. Usata con tono ironico, il meme indica una fase di equilibrio, di disciplina ritrovata, di maggiore ordine personale. Ma come spesso accade, l’ironia [...]
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Febbraio 15, 2026
Longevità: il segreto non è la medicina, è dove nasci
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Febbraio 13, 2026
Tic da TikTok
ULTIMI POST DELLA SETTIMANA
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- Febbraio 5, 2026
A prima vista l’economia globale appare sempre più squilibrata. Le fortune dei miliardari continuano a crescere, i prezzi degli asset hanno raggiunto livelli storicamente elevati e una parte consistente degli elettori nei paesi ricchi percepisce un peggioramento delle condizioni di vita. I dati internazionali sulla distribuzione dei consumi raccontano però una dinamica diversa e meno intuitiva. Nel XXI secolo la disuguaglianza globale tra paesi si è ridotta in modo significativo. Un’analisi pubblicata a gennaio e basata su dati che coprono 194 paesi ed economie, compilati dal World Data Lab, mostra che il rapporto tra la spesa del 10% più ricco della popolazione mondiale e quella del 50% più povero si è più che dimezzato dal 2000. All’inizio del secolo il gruppo più ricco [...]
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- Febbraio 3, 2026
Qualche settimana fa abbiamo scritto dell’economia dell’oblio, della possibilità di sottrarsi allo sguardo pubblico nel mondo digitale. In Giappone questa idea assume ora una forma concreta e quotidiana. Esiste difatti un termine preciso per indicare le persone che scelgono di sparire, di cancellare ogni traccia, si chiamano johatsu, letteralmente “evaporati”. In una delle società più tecnologicamente avanzate e tracciate del pianeta, migliaia di persone ogni anno decidono di scomparire, abbandonano lavoro, relazioni, famiglia, identità legale; smettono di esistere nella loro forma precedente e ricominciano altrove. La scelta della sparizione volontaria è radicata in dinamiche sociali profonde che riguardano la pressione del successo, la vergogna legata al fallimento economico, il peso dei debiti, divorzi conflittuali, violenze domestiche, traumi personali. In un contesto culturale dove [...]
DALL'ARCHIVIO DELBLOG
Allevamenti intensivi: la fabbrica globale delle pandemie
di Animal Equality Negli ultimi decenni, [...]
In Francia nasce la Scuola della Riparazione
Tempo fa avevamo raccontato Envie, l’impresa [...]
COSE PREZIOSE
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- Dicembre 31, 2025
di Beppe Grillo In questo momento dell’anno tutti fanno finta di tirare una riga, una riga immaginaria come quelle che si tracciano sulla sabbia con un dito, sapendo benissimo che basta un’onda per cancellarla. Io questa riga non la vedo, vedo invece un accumulo di parole sprecate, usate come coriandoli, e di responsabilità lasciate cadere per terra come scontrini vecchi. Vedo un Paese che si è abituato a tutto, all’ingiustizia che diventa una procedura, al dolore che diventa una pratica amministrativa e al silenzio che viene scambiato per equilibrio. Ho parlato tanto, ho urlato, riso e insistito. Ho detto cose scomode quando era sconveniente dirle e cose impopolari quando forse conveniva starsene zitti, ma poi sono rimasto in silenzio perché arriva un punto in cui le parole rischiano di diventare parte del rumore. Mi sento in uno stato in cui non esiste noia, tristezza, nè dolore fisico e morale. Un bozzolo dalle dimensioni infinite. La mia immagine si rispecchia e posso vederla senza sapere dove ho gli occhi. Sembra un sogno ma dare ai sogni il loro giusto posto sarà la sfida degli anni a venire. Sono gestito da "i ritorni accelerati" in continua evoluzione chimica biologica tecnologica, ma nessuno potrà mai sostituire la mia coscienza, la percezione di me stesso. Questo è stato un anno di sottrazione...che ha tolto più di quanto abbia dato. Ha tolto senso alle parole, voglia di spiegare; non c'è più neanche il senso del pudore, che una volta almeno ti costringeva ad abbassare gli occhi, oggi si guarda dritto in camera e si mente senza battere ciglio. E poi c’è la giustizia, quella parola “solenne” agitata da tutti come una bandiera e usata come una clava. Ci sono cose che non entrano nei bilanci di fine anno, esistono ferite che non fanno notizia e cambiano il modo di guardare il mondo, insegnano che la verità segue percorsi tortuosi e che la giustizia spesso procede con tempi e logiche lontane da ciò che appare davvero giusto. E la politica continua a recitare, cambiano le sigle, i simboli, gli accordi, e le facce sono sempre le stesse, che come zombie si trascinano con la scorta tra [...]
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