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Sanna Marin, 34 anni, di Helsinki, sarà il primo ministro finlandese in carica più giovane del mondo, e dirigerà una coalizione di centrosinistra di cinque partiti, tutti guidati da donne.

La Finlandia punta sulle donne e lo fa con una squadra  tra le più giovani al mondo.

La Marin prenderà il posto di Antti Rinne, diventato primo ministro solo a giugno, ma dimessosi subito dopo la sfiducia del Partito centrale della coalizione (Keskustapuolue) a causa di una mala gestione di uno sciopero postale.

Come in Estonia, i primi ministri e i ministri del governo finlandesi non siedono in parlamento, ma detengono la responsabilità ministeriale collettiva in 12 ministeri e possono avviare la legislazione, così come il parlamento a 200 seggi.

Ad affiancare la Marin ci sarà un governo tutto femminile: Li Andersson 32 anni della sinistra radicale, Katri Kulmuni 34 del Centro, Maria Ohisalo anche 34enne, Verde, agli Interni, Anna-Maja Henriksson, 55, guida del Partito della minoranza svedese (Rkp), alla Giustizia.

Donne che vogliono rilanciare il paese con piú politica sociale, ecologia, piú spesa per occupazione, istruzione, welfare e condizione giovanile.

Con il nuovo governo, la Finlandia entra nell’elenco dei Paesi in cui il premier o il capo di Stato è una donna: la Norvegia con Erna Solberg, la Germania con Angela Merkel, l’Islanda con Katrín Jakobsdóttir, la Croazia con Kolinda Grabar-Kitarović. Senza dimenticare che a capo della Commissione Europea c’è Ursula von der Leyen, e Cristine Lagarde è a capo della Bce. E ancora: Jacinda Ardern è premier in Nuova Zelanda, Saara Kuugongelwa-Amadhila in Namibia e Sheikh Hasina in Bangladesh; Sahle-Uork Zeudé è presidente dell’Etiopia, Salomé Zourabichvili in Georgia, Bidhya Devi Bhandari in Nepal e Tsai Ing-wen a Taiwan.

E in Italia?