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di Samanta Di Persio – Non c’erano state promesse, ma il traguardo è stato raggiunto dall’onorevole del Movimento 5 stelle Daniela Torto: il Diploma di Specializzazione in Musicoterapia finalmente viene riconosciuto come titolo idoneo per accedere alle classi di concorso per l’insegnamento musicale. Come già ricordato sul blog,  L’Aquila e Verona nel 2005 sono state le prime città ad attivare il “Diploma Accademico di Specializzazione in Musicoterapia”, mentre nella città di Ferrara venne attivato il corso come diploma di secondo livello. Il qui pro quo nasce dal fatto che nelle prime due città veniva rilasciato un attestato di specializzazione equiparata a un Master, mentre per i diplomati di Ferrara si tratterebbe di una vera e propria laurea specialistica. Stessa formazione, ma con possibilità di sbocco professionali diverse. Il DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, contenente l’elenco di tutti i Titoli di studio che permettono di accedere alle varie classi di concorso per l’insegnamento, per la materia musica prevede il “Diploma Accademico di II livello in Musicoterapia”, quindi, il “Diploma Accademico di Specializzazione in Musicoterapia” non era contemplato, nonostante le caratteristiche simili dei due percorsi formativi.

Fra Verona e L’Aquila sono 150 i diplomati che finalmente possono avere il riconoscimento del loro percorso di studi senza più discriminazioni e la battaglia è partita proprio da loro. Giampiero Carollo, uno dei 150 diplomati, ha contattato il Movimento 5 stelle di L’Aquila e da qui è iniziata una battaglia che si è conclusa con una vittoria. “Abbiamo approvato un emendamento a mia prima firma – sono le dichiarazioni a caldo dell’On. Torto – per il riconoscimento dell’equipollenza dei titoli conseguiti nei Conservatori di L’Aquila e Verona rispetto ai titoli di specializzazione degli altri conservatori. A loro non era riconosciuto un titolo che meritavano e sono contenta di aver portato avanti la loro quinquennale battaglia e di aver ottenuto un risultato importante che sana un’ingiustizia. Per me un atto dovuto rispetto a chi porta coraggiosamente avanti un contributo prezioso per la nostra società. Sarò ben contenta di poter incontrare e conoscere tutti i ragazzi che oggi coronano un sogno atteso da anni in cui è stato difficile continuare a credere, ma a cui da portavoce e docente di pianoforte non potevo dare tutto il mio sostegno”.

All’orizzonte, però, si prospetta un altro problema: l’eliminazione dei titoli artistici per l’accesso all’insegnamento nelle SMIM e nei licei musicali, una questione che trova nuovamente terreno per una battaglia affinché permanga un requisito utile per la selezione dei docenti.

 

L’AUTORE

Samanta Di Persio – Laureata in scienze politiche vive a L’Aquila. Ha pubblicato con le edizioni Casaleggio Associati: Morti bianche (2008) e Ju tarramutu (2009), edizione Rizzoli La pena di morte italiana (2011), edizione Adagio Imprenditori suicidi (2012)